Clima

 

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Sono pochi i centri dell'Isola che devono al clima la propria fortuna; tra questi c'è sicuramente anche Lanusei. La montagna ogliastrina ha infatti tra le sue caratteristiche peculiari un clima assai favorevole.

Questo fatto è reso più importante dal confronto che si è sempre fatto con la condizione della marina.

La situazione parrebbe comune a molte zone dell'Isola se non fosse che la disparità di condizione ha favorito Lanusei penalizzando Tortoli e i paesi del suo circondario.

Se oggi, a causa del turismo, è la fascia costiera a godere dei più grandi benefici, un tempo la vicinanza del mare è il perdurare di ampie zone stagnanti risultava assai sconveniente per la presenza di numerosi pericoli.

Al contrario chi aveva scelto la montagna poteva beneficiare di ripari sicuri e soprattutto di una salubrità dell'aria certamente invidiabile.

Questa differenza è testimoniata nelle lettere e nei commenti di numerosi viaggiatori.

Se i resoconti dell'ottocento paiono essere più espliciti, non mancano però citazioni precedenti in cui il fattore climatico è tenuto sempre a riguardo.

Nel 1567 l'inquisitore generale Pedro de Hojo, durante la visita compiuta alla chiesa sarda, a proposito dell'Ogliastra scrisse che i villaggi di quella regione erano siti in zona [...] pestilenciosa e periglosa [...].

Che la frequentazione della marina comportasse il pericolo di contrarre malattie era cosa risaputa come dimostra un curioso episodio datato 1642. In quella occasione un giudice mandato a presenziare una esecuzione capitale si rifiutò di recarsi a Tortolì trovando alloggio a Lanusei. Il condannato, nonostante ciò finì regolarmente sul patibolo.

Anche padre Guiso Pirella, nel 1726, descrivendo l'ubicazione del convento dei frati Minori Osservanti di Lanusei, ebbe ad esprimersi come segue [...] il sito non conosce aria pestifera [...]. La precisazione non era casuale in un'epoca in cui non esistevano rimedi contro le febbri malariche. Un problema devastante cui non si poteva porre facilmente rimedio.

Cent'anni più tardi la situazione era ancora la stessa.

Dovendosi ripristinare l'antica Diocesi di Suelli era necessario individuare il luogo ideale per la sistemazione della Curia Vescovile. L'arcivescovo di Cagliari nominò come Vicario generale don Tomaso Cabras. Questi, una volta riorganizzato il clero locale, sarebbe divenuto vescovo della nuova diocesi.

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